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Vecchio 19-09-2007, 09:09   #21 (permalink)
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gli stabilimenti della Vestas sono dall'altra parte della strada rispetto all'ILVA!!!!!
appunto, ho la ciminiera quasi in ufficio

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Vecchio 19-09-2007, 09:47   #22 (permalink)
alessio_80
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certo che su un'area così grande "a voglia a fare" un impianto eolico di prim'ordine....

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Vecchio 19-09-2007, 23:34   #23 (permalink)
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appunto, ho la ciminiera quasi in ufficio
...siamo colleghi?

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Vecchio 29-09-2007, 12:09   #24 (permalink)
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Predefinito sull' "abbattimento" ILVA


come ho detto altre volte provengo da 20 anni di attività in ILVA e ho fondato, dopo la morte di mia moglie a soli 39 anni, una associazione che dal 1995 si batte per ambiente e salute (Aiutiamo Ippocrate); faccio questa premessa solo per validare il mio intervento dal punto di vista della conoscenza diretta del fenomeno.
Molte delle cose che ho letto sono pienamente condivise e sottoscritte.
La questione però è davvero complessa.
Basti pensare che se è vero che le Giunte di centro destra (FITTO/RANA/DIBELL0)si sono inventate l'intesa con Riva, le attuali (VENDOLA/FLORIDO/STEFANO, anche se è solo lì da poco) non sembra abbiano le risorse, le energie, le forze per assumere decisioni più coraggiose.
Ci sono al fondo due o tre questioni di base:
1)strategia nazionale = il fabbisogno nazionale di acciaio è ormai sulle "spalle" di Taranto; la chiusura di tutte le altre area a caldo in Italia ha fatto concentrare su Taranto l'intera produzione; siamo nell'ordine dei 10 milioni di tonnellate; dal punto di vista industriale questo significa saturare gli impianto ovvero sfruttarli al massimo con una chiara riduzione di costi=aumento dei profitti. Quando dovessimo pensare ad una chiusura dell'area a caldo dovremmo pensare alla importazione di semilavorati dall'estero (l'ILVA pre RIVA aveva cominciato ad esempio importando dal Brasile); di certo l'acciaio qualcuno dovrà continuare a produrlo; si tratta di capire come e in che modo sia possibile farlo al minimo danno ambientale. Per questo però occorre programmare il futuro dei prossimi dieci anni; le intese fnora sottoscritte però NON vanno in questa direzione ma tirano a campare (si fa per dire visto i 2.000 morti di cancro ogni anno!). Altrove (BAGNOLI/CORIGLIANO/PIOMBINO, ect.) hanno chiuso l'area a caldo semplicemnte perchè sapevano di poter dirottare tutto su Taranto!)
2)il famoso "ricatto occupazionale"; ovviamente è una grande balla; e vi spiego perchè; quando ancora lavoravo all'ILVA si contavano oltre 35.000 dipendenti + l'indotto; in totale oltre 40.000 occupati. Oggi ci sono circa 13.000 addetti; Riva ha operato il totale turn over delle maestranze; cioè ha mandato via gli anziani sostituendoli con i giovani; che significa? poichè con il nuovo sistema pensionistico ormai dovranno passare 40 anni è matematico che nuove massicce assunzioni potranno avvenire solo tra 30/40 anni!!! e i 30.000 posti di lavoro persi? ma qual'è allora il ricatto occupazionale? il problema sarebbe dunque occupare i 13.000? non credo assolutamente che sia così; il problema è quello del punto 1) capire chi fa l'acciaio che ci serve. Tra le altre cose anche a livello regionale la sentenza è stata pronunciata: Foggia polo agricoalimentare - Brindisi-Lecce polo turistico portuale - Bari polo commerciale Taranto polo industriale. Il fatto è che tutti gli anni di industria di Stato ci hanno atrofizzati; continuiamo a pensare al posto fisso pur sapendo che non c'è; nessuno ha mai pensato di creare occasioni di formazione della classe imprenditoriale; al massimo si sono sprecati finanziamenti pubblici che sono andati a ditte del Nord venute a Taranto solo per prendere finanziamenti pubblici e poi andare via. Come detto la questione è sicuramente complessa e di non facile soluzione; ma occorro decisioni coraggiose;
3)Decisioni Coraggiose: questo è il vero punto; Lo Stato ha un grande debito nei confronti del territorio; lo ha sfruttato ed abbandonato quando ha ceduto l'ILVA ai privati; negli anni 80 PRODI era il presidente dell' IRI; venne a Taranto e ci disse che l'industria siderurgica avrebbe avuto un grande sviluppo a Taranto: abbiamo visto, 30.000 posti di lavoro persi per sempre!
Ma cosa accadrà tra 10 ani? ma siamo davvero sicuri che l'ILva resterà quella che è oggi? abbiamo contezza dei programmi del gruppo RIVA? e se vendesse pezzi del siderurgico? e se cedesse tutto ai Russi, ai Giapponesi, ai Francesi? ho avuto modo ci collaborare con la Neppon Steel Corporation quando a Taranto ci fu una vera e propria invasione di giapponesi; volevano comprare lo stabilimento per chiuderlo e rafforzare così il proprio mercato. Tutti gli scenari sono possibili; una sola cosa è certa l'ILVA non potrà risolvere i problemi occupazionali del territorio; il ricatto occupazionale riguarda gli 80.000 disoccupati non i 13.000 dell' ILVA! riflettiamo su questo.
Cosa accadrebbe se facessimo uno sciopero alla francese? se bloccassimo l'ILVA cosa accadrebbe? pensate a cosa è accaduto a Scanzano; io penso che se avessimo quel coraggio, quella determinazione, quella unità di intenti, i risultati verrebbero. Ovviamente sono scettico ma continuo ad avere qualche speranza. Si tratta appunto di prendere decisioni coraggiose; e se non lo fanno le Istituzioni occorre che lo faccia il Popolo; facile a dirsi..............
Diversamente continuiamo pure a dibattere, il confronto è sempre utile; io parlo di queste cose almeno dal 1995 e ogni anno vedo sempre più lontano il traguardo. Ma sono sempre pronto a scendere in campo e ad andare in trincea, conchè si abbia però un esercito al fianco!!

Un ultima considerazione: diciamo sempre che non possiamo vivere solo di cozze; nel 2004 Riva scrisse un paginone su un quotidiano locale "sfottendoci" con la frase "avremo 13.000 bagnini?"; noi con la maglietta con su scritto bagnino rispondemmo con una conferenza stampa e lo slogan "meglio bagnino che assassino".
diciamo che non abbiamo strutture, che non abbiamo imprenditori, ect.
quest0anno sosno stato in Sardegna; a Caprera dov'è la tomba di Garibaldi ci sono strade a senso unico alternato! non c'è un solo stabilimento balneare; in tutta la sradegna ci sono solo grandi scogli ed un mare stupendo; i prezzi sono altissimi, eppure è sempre piena di turisti!
Noi abbiamo i migliori vigneti, i migliori uliveti, i migliori agrumeti, mare infinito e bellissimo nonchè produttivo, attrative storico archeologiche paesaggististiche, tradizioni (ovviamente nel tempo un pò perse) di artigianato; ma cosa ci manca???????
il coraggio di cambiare davvero; il coraggo di rivendicare un poò di diritti, il coraggio di dire basta alle dominazioni che ci hanno resi molli et imbelli.

Se vi va veniteci a trovare in associazione (via Cugini 3/c lunedì/mercoledì/venerdì 16/19) siate protagonisti e non spettatori passivi.
MERCOLEDI' 3 OTTOBRE ORE 19 CI RIUNIAMO PER ORGANIZZARE LA PRIMA MARCIA DELLA MEMORIA E DELLA SPERANZA - ESSERCI PER CONTARE

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Vecchio 29-09-2007, 19:41   #25 (permalink)
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Predefinito Sono totalmente d'accordo


con quanto dice Direttore, che dimostra una conoscenza davvero approfondita e un approccio realistico a un tema così importante. L'ILVA rimarrà per almeno alri 30 anni: lo stabilimento di Taranto è una miniera d'oro per Riva, che non lo mollerà finchè la manutenzione degli impianti e il costo del lavoro non saranno tali da indurlo a delocalizzare del tutto la produzione in altre parti del mondo.
Su una cosa non sono affatto d'accordo: negli anni 70-80 si contavano fino a 40000 dipendenti, ma bisogna puntualizzare che, essendo all'epoca un'industria di Stato, la stragrande maggioranza della gente percepiva un ricco stipendio senza fare un bel niente!! Il merito di Riva (sotto questo punto di vista non posso non ammirarlo) è quello di aver dimostrato a tutti che la produzione poteva essere aumentata con un terzo della forza lavoro e i fatti gli hanno dato ragione!
Forse noi non ci rendiamo nemmeno conto dell'enormità delle cifre di cui stiamo parlando. Non riesco a immaginare nessuna iniziativa imprenditoriale capace di riassorbire tutti questi posti di lavoro. Sono convinto del fatto che dopo il periodo di grande espansione, Taranto calerà vertiginosamente dal punto di vista demografico. Già sta avvenendo questo fenomeno e secondo m continuerà ininterrottamente. Parlare di impresa è facile, ma non è ancora inculcato nella nostra mentalità.
Ti dò pure ragione quando parli delle nostre magnifiche risorse naturali e ci paragoni a una terra (la Sardegna) che conosco per motivi di lavoro. Loro non hanno un decimo di quello che abbiamo noi in termini di risorse, collocazione geografica,...ma se gli tocchi la Sardegna sono capaci di venire alle mani!!!! Hanno un orgoglio e un senso di appartenenza al proprio territorio da fare invidia. Per noi tarantini il male è immediatamente identificato con Taranto (non storciamo il naso, perchè è così). Se vogliamo dire che qualcosa è brutta diciamo che è di Taranto...non è vero? Allora è proprio questo il nostro problema più grosso: che non siamo minimamente attaccati alla nostra città, siamo disposti solo a denigrarla, ma nessuno è capace di essere propositivo e costruttivo.
Scusate l'amaro sfogo, ma è la dura realtà.

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Vecchio 30-09-2007, 15:26   #26 (permalink)
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Solitamente le imprese funzionano quando forniscono un servizio ed un prodotto utile a chi li circonda.... servizi e prodotti che dato il loro valore producono dei benefici.

Chi abbatte i costi aziendali risparmiando sulla sicurezza e sull'ambiente crea benifici solo ed unicamente a se stesso ed alle proprie tasche e non merita neanche di essere identificato come imprenditore.

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Vecchio 30-09-2007, 16:44   #27 (permalink)
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ciò che fa Riva: non investe un centesimo su sicurezza, ambiente, formazione del personale.
Senza contare che esistono numerosi strumenti normativi che permettono di avere finanziamenti per le imprese o per avere sgravi fiscali per chi investe sugli aspetti di cui stiamo parlando.
Ma fatto sta che la dirigenza non sembra minimamente interessata a migliorare le condizioni di chi lavora in quello stabilimento e del territorio che lo ospita.
E un'altra tristissima cosa che ho notato (anche io ho avuto una, sebbene breve, esperienza in ILVA) è che il personale che ci lavora proviene in minima parte da Taranto: si dà lavoro a tanta gente proveniente da fuori (che dovrebbe solo baciare a terra quando sente nominare la nostra città) mentre i tarantini sono pochissimi.
Purtroppo tutti questi sono gli elementi che si deducono dall'analisi della situazione.

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Vecchio 01-10-2007, 18:36   #28 (permalink)
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con quanto dice Direttore, che dimostra una conoscenza davvero approfondita e un approccio realistico a un tema così importante. L'ILVA rimarrà per almeno alri 30 anni: lo stabilimento di Taranto è una miniera d'oro per Riva, che non lo mollerà finchè la manutenzione degli impianti e il costo del lavoro non saranno tali da indurlo a delocalizzare del tutto la produzione in altre parti del mondo.
Su una cosa non sono affatto d'accordo: negli anni 70-80 si contavano fino a 40000 dipendenti, ma bisogna puntualizzare che, essendo all'epoca un'industria di Stato, la stragrande maggioranza della gente percepiva un ricco stipendio senza fare un bel niente!! Il merito di Riva (sotto questo punto di vista non posso non ammirarlo) è quello di aver dimostrato a tutti che la produzione poteva essere aumentata con un terzo della forza lavoro e i fatti gli hanno dato ragione!
Forse noi non ci rendiamo nemmeno conto dell'enormità delle cifre di cui stiamo parlando. Non riesco a immaginare nessuna iniziativa imprenditoriale capace di riassorbire tutti questi posti di lavoro. Sono convinto del fatto che dopo il periodo di grande espansione, Taranto calerà vertiginosamente dal punto di vista demografico. Già sta avvenendo questo fenomeno e secondo m continuerà ininterrottamente. Parlare di impresa è facile, ma non è ancora inculcato nella nostra mentalità.
Ti dò pure ragione quando parli delle nostre magnifiche risorse naturali e ci paragoni a una terra (la Sardegna) che conosco per motivi di lavoro. Loro non hanno un decimo di quello che abbiamo noi in termini di risorse, collocazione geografica,...ma se gli tocchi la Sardegna sono capaci di venire alle mani!!!! Hanno un orgoglio e un senso di appartenenza al proprio territorio da fare invidia. Per noi tarantini il male è immediatamente identificato con Taranto (non storciamo il naso, perchè è così). Se vogliamo dire che qualcosa è brutta diciamo che è di Taranto...non è vero? Allora è proprio questo il nostro problema più grosso: che non siamo minimamente attaccati alla nostra città, siamo disposti solo a denigrarla, ma nessuno è capace di essere propositivo e costruttivo.
Scusate l'amaro sfogo, ma è la dura realtà.
solo qualche piccola precisazione; ciò che dice Donato sul fatto che l'industria di Stato abbia sprecato un bel pò di soldini c'è nulla da obiettare. Ma manca qualche tassello cognitivo alla sua analisi; Negli utlimi anni, subito dopo i prepensionamenti la nuova Italsider, poi diventata nuovamente ILVA, (nasce come ILVA poi diventa Italsider, poi nuova Italsider, e infine nuovamente ILVA), affrontò un piano di risanamento che portò a ridurre già allora, poco prima della privatazzione, e drasticamente, il personale.
Inoltre, questo in genere non si sa, il piano di risanamento previde anche una totale rivisitazione delle procedure ed il revamping dei più importanti impianti (ad esempio l' AFO5 che da solo produce quanto altri 3 altorforni). Furono avviate 5 CCO (colate continue) che ridussero notevolmente i processi produttivi eliminando una fase intera della produzione ovvero la trasformazione dei lingotti in bramme.
Negli anni 94/95 ci furono accordi con la Neppon Steel Corporation (con la quale lo scrivente ha collaborato) che introdusse elementi innovativi importanti nella organizzazione aziendale. Il programma OP (Ordine e Pulizia) fece fare un gran passo in avanti nella compatibilizzaizoen ambientale.
Dal punto di vista operativo dunque l'ILVA fu consegnata al gruppo RIVA totalmente risanata e in perfetta forma. Riva poi fece il resto, ma in che modo? attraverso il totale turn over; mando via gli anziani che hanno un costo elevato e assumo i giovani; prima con contratti a tempo determinato o di formazione; poi seleziono quelli che ritengo i migliori (ovvero più disponibili!).
Usufruendo in questo di notevoli agevolazioni sul piano contributivo. Non parliamo poi della metodologia utilizzata nella gestione del personale. Se imporre il ricatto morale ( e non) della occupazione vuol dire essere buoni imprenditori vuol dire che in 30 anni di lavoro io non ho capito nulla di imprenditoria. Certo che sul piano della gestione aziendale Riva ha fatto bene; ha ridotto all'osso i costi, ha saturato gli impianti portando a Taranto tutta l'area a caldo ha dunque incrementato le cosiddette economia di scala,
e dunque i suoi profitti. Bravo. Ma non dimentichiamo che esistono anche altri doveri dell'imprenditore contemplati dalla nostra stessa Costituzione repubblicana. Il bilancio consolidato ILVA SpA è andato in alto ma quello sociale è sceso sottoterra.
Per quanto riguarda i 30 anni prossimi non dimentichiamo che RIVA senjor ha una età. Statisticamente i grossi gruppi in fase di cambio generazionale subiscono forti ridimensionamenti e comunque sono del parere che l'interesse su Taranto resterà vivo solo se continuerà a produrre gli attuali utili il che significa a scapito della città.
Infine veniamo alle cifre; parliamo di 13.000 occupati; ne abbiamo 80.000 ufficialmente disoccupati + i sottouccupati; è chiaro che se pensiamo alla possibile perdita dei 13.000 cadiamo in depressione; ma noi dobbiamo pensare agli 80.000+13.000 se vogliamo puntare alla crescita economica del territorio.
Io la penso così: se vuoi insegnare a nuotare a qualcuno devi buttarlo in acqua.
Ecco perchè penso che occorrano scelte coraggiose; facciamolo noi il "ricatto" alla grande industria; e stiamo a vedere se impariamo a nuotare!

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Vecchio 03-10-2007, 00:39   #29 (permalink)
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Per quello che ci sarà dopo... vedo terre immense avvelenate dall'ilva che mi ricordano marte, senza vita. Mi viene solo lo sconforto al solo pensare a quanti anni possano servire per risanare tutta la parte nord di Taranto se l'ilva, la cemetir, l'agip chiudessero domani. Però se mi fanno bombardare l'ilva per 10 anni di galera senza ammazzare nessuno lo faccio. Decisioni coraggiose, no?

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Trovare per caso il destino... e non sapere che dire
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Vecchio 03-10-2007, 00:41   #30 (permalink)
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Sono pienamente d'accordo con te, Direttore, e ti ringrazio per le informazioni che mi hai dato che non conoscevo e che mi permettono di avere un'idea ancora più chiara. Ci tengo a sottolineare che non ho nessuna stima di Emilio Riva. Non penso che il ricambio generazionale dei vertici della società potrà sminuire l'importanza dello stabilimento di Taranto. Costruirne uno uguale costerebbe un sacco di soldi e non penso che a loro convenga per il momento.Non certamente in Europa.Forse in estremo oriente si.
E chissà cosa succederà dopo l'ILVA...affogheremo o impareremo a nuotare una volta per tutte....?

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