Diossina in picchiata. «Attendiamo dati completi»
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Marescotti (Peacelink): chiesti all'Arpa i numeri sull'ossigeno nei fumi.
Diossina in picchiata all'Ilva. Secondo notizie ufficiose, trapelate a fatica, le misurazioni effettuate a novembre avrebbero offerto un dato fino a qualche mese fa impensabile. La diossina, infatti, si sarebbe attestata tra 0,7 e 1,2 nanogrammi per metro cubo d'aria, molto al di sotto dei 2,5 nanogrammi previsti dalla prima fase di applicazione della legge regionale.
Finora i dati sulle emissioni del camino E 312, effettuate dall'Agenzia regionale per l'ambiente, erano rimasti nel campo, piuttosto vago, delle indiscrezioni. Si sapeva che la misura di un nanogrammo era stata raggiunta, ma in maniera approssimativa. A parlarne anche il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, nella sua visita allo stabilimento siderurgico per l'inaugurazione dell'impianto di deploverazione.
Ora si apprende qualcosa in più sui numeri, sempre che le notizie trovino conferma, aspettando i nuovi rilievi effettuati dai tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente tornati a varcare i cancelli dell'Ilva qualche giorno fa. La prossima settimana potrebbe risultare decisiva anche per altri numeri molto attesi. L'Arpa potrebbe finalmente entrare in possesso dei risultati del monitoraggio effettuato nelle masserie della zona industriale.
In particolare, l'Agenzia regionale per l'ambiente ha utilizzato le apparecchiature «ventoselettive» per il controllo delle emissioni nella masseria Fornaro la più colpita dal caso delle «pecore alla diossina». Nell'ormai spettrale fattoria - tutti i capi sono stati portati via ed eliminati - la famiglia Fornaro attende di sapere la fonte di quel che appare «biblico castigo» (su questo indaga la magistratura). Le analisi hanno controllato la presenza di diossina in assenza di vento o nelle alterne condizioni di vento da e verso la zona industriale.
Tornando ai campionamenti di novembre, la domanda è una: quando sarà possibile passare dalle notizie ufficiose a quelle ufficiale avendo a disposizione tutti i numeri relativi alla campagna di monitoraggio? In questo senso sarebbe interessante sapere qualcosa in più dai diretti interessati, cominciando dall'Ispra, l'Istituto nazionale che, insieme all'Arpa, cura le analisi.
Nel frattempo Alessandro Marescotti, leader di Peacelink, ricorda: «Sia come Peacelink sia come Altamarea abbiamo chiesto ufficialmente all'Arpa i dati sulla percentuale di ossigeno riscontrata nei fumi emessi dal camino E 312 dell'Ilva, il camino delle diossine. Quel dato è ancora sconosciuto. Ricordo che sulla base della percentuale di ossigeno può oscillare il calcolo della diossina presente nei fumi. Sapere ufficialmente quel dato, come tutti i dati del monitoraggio di novembre, è un diritto. Perché quei dati, anche quando affidati a un laboratorio privato, sono pubblici, attengono al nostro diritto di sapere cos'entra nei polmoni di tutti. Un diritto inalienabile dell'uomo».
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (Gazzetta di Taranto) (05/02/10)
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