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Da marzo si costruirà l'impianto che utilizza carbone contro la sostanza inquinante.
L'Ilva ridurrà ancora la diossina utilizzando un impianto che inietta carbone e agenti inerti allo stato gassoso nei fumi dell'agglomerato. Le polveri prodotte saranno captate dal sistema di filtri dello stabilimento. L'agglomerato è una delle principali fonti di emissione della micidiale sostanza inquinante. I tagli alla diossina sono previsti dalla legge regionale del dicembre 2008 e dal protocollo integrativo firmato lo scorso febbraio a Roma. La conferma è arrivata ieri. Il Gruppo Riva ha presentato al ministero dell'Ambiente, alla Regione, all'Ispra e all'Arpa (le agenzie nazionale e regionale per la protezione dell'ambiente) lo studio di fattibilità richiesto proprio dal protocollo integrativo (accordo di programma per l'area industriale di Taranto e Statte) dell'11 aprile 2008. Il documento rientra nel carteggio per il rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale. In base al testo ministeriale, l'Ilva «attraverso le migliori tecniche» è chiamata a verificare «la possibilità che lo stabilimento siderurgico consegua, entro il 31 dicembre 2010, il limite di 0,4 nanogrammi di diossina per metro cubo d'aria». Una tappa importante di questo percorso era rappresentata proprio dalla presentazione dello studio di fattibilità. Il Gruppo Riva conferma così la volontà di rispettare gli accordi raggiunti all'inizio dell'anno e a non rinviare, come si temeva, il secondo passaggio relativo alla riduzione della diossina dopo il primo taglio assicurato dall'entrata in funzione a luglio dell'impianto che utilizza l'Urea per abbattere le emissioni. «Vedremo tra pochi giorni - ha commentato Adolfo Buffo rappresentante della direzione Ilva per l'ambiente, la sicurezza e la qualità - se gli ultimi rilevamenti dell'Arpa a novembre confermano la discesa dei valori di diossina al limite di 2,5 nanogrammi per metro cubo d'aria». E' il valore iniziale previsto dalla legge regionale: obiettivo minimo da raggiungere entro il 2009. «Con la tecnica del carbone iniettato nei fumi - ha aggiunto Buffo - le emissioni subiranno un altro taglio. Ora passeremo alla fase operativa con la creazione del nuovo impianto. Superata la sperimentazione partiremo a dicembre del 2010». Sul monitoraggio in continuo dei camini, oggetto di polemica con gli ambientalisti, Buffo ha dichiarato: «Non ci sono strumenti tecnici e leggi che prevedono ora questa attività a proposito di diossina. Il protocollo parla chiaro: il monitoraggio è quello semestrale previsto dalla legge e di competenza dell'Agenzia regionale per l'ambiente. Se dovesse cambiare noi ci adegueremo perché vogliamo un stabilimento eco-compatibile nel rispetto delle norme. Voglio ricordare che l'Ilva monitora già in continuo sostanze nocive come ossido di zolfo, ossido d'azoto e polveri. Agglomerato e cokerie sono collegate via internet all'Arpa che riceve in tempo reale i dati». Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (Gazzetta di Taranto) (23/12/09) Mmh...c'è da crederci a queste dichiarazioni? ![]() Interessante? Condividi :-) |
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#2 (permalink) |
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non so,ma voglio il monitoraggio in continuo di tutti gli inquinanti
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#3 (permalink) |
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Super Moderator
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«Diossina giù nel 2010»
Assennato: «Lo studio di fattibilità? Un regalo di Natale». Il Natale rende tutti più buoni. Così Giorgio Assennato, direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa), smorzando i toni del confronto con la grande industria, ha parlato di «inatteso regalo sotto l'albero di ciascuna famiglia tarantina» riferendosi al «piano di fattibilità» presentato dall'Ilva, «per arrivare entro dicembre 2010 a contenere le concentrazioni di diossine nei fumi emessi dal camino dell'impianto di agglomerazione entro la soglia di 0.4 nanogrammi per metro cubo d'aria». «Come direttore generale di Arpa Puglia - ha commentato Assennato - sono orgoglioso di aver contribuito a questo fantastico risultato, che ha dimostrato come un organo tecnico possa svolgere un ruolo fondamentale nelle complesse situazioni proprie di un'area ad elevato rischio di crisi industriale». Toni trionfalistici che preludono a una breve elencazione di obiettivi ormai prossimi per l'Agenzia: «La imminente creazione - ricorda Assennato - del centro regionale di qualità dell'aria e del centro ambiente e salute presso l'ospedale Testa per garantire ai cittadini di Taranto la tutela ambientale che è stata loro negata per decenni». E ancora: «Un ultimo importante riconoscimento del ruolo di Arpa Puglia, la decisione di convocare a Taranto, ai primi di febbraio, il Consiglio federale del sistema agenziale, costituito da Ispra, l'Agenzia Nazionale, e da tutte le Arpa regionali: non era mai successo». Tornando alla diossina e al rispetto dei limiti di emissione, il direttore generale dell'Arpa ribadisce come la presentazione dello studio di fattibilità a ministero dell'Ambiente, Ispra, Arpa, Regione Puglia sia, da parte dell'Ilva, «un adempimento previsto dalla legge regionale 44 del 2008 sulle diossine, che imponeva all'azienda il rispetto entro giugno 2009 della soglia di 2.5 nanogrammi per metro cubo d'aria ed entro dicembre 2010 della soglia di 0.4 nanogrammi. Sono state premiate la coraggiosa innovazione legislativa della Regione e il senso di responsabilità istituzionale da cui derivò il protocollo d'intesa del febbraio scorso siglato dal governo un evento unico di governance ambientale efficace e partecipata. Quando a dicembre 2010 l'azienda dimostrerà di poter rispettare il limite di 0.4 nanogrammi l'emissione nel 2011 sarà pari a soli 11 grammi di diossine. I dati parlano da soli. Solo un anno fa Ilva sosteneva l'impossibilità di rispettare i limiti della legge regionale e ancora in questi giorni qualcuno sostiene che la legge è stato un imbroglio, se non addirittura una truffa». Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (Gazzetta di Taranto) (27/12/09) Interessante? Condividi :-) |
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#4 (permalink) |
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Super Moderator
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«L'Ilva non si tiri indietro»
Altamarea rilancia: campionamento in continuo delle emissioni. «L'Ilva di Taranto, non può astenersi dal formulare e sottoporre immediatamente all'Arpa Puglia un piano di campionamento in continuo delle emissioni». Il cartello ambientalista «Altamarea» replica alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dai responsabili dell'azienda siderurgica circa il campionamento in continuo delle emissioni di diossina. L'Ilva, nei giorni scorsi, ha ricordato, attraverso le parole del responsabile per l'Ambiente Adolfo Buffo, che quel tipo di controllo non è possibile perché mancano, al momento, «gli strumenti tecnici e normativi». Al momento il monitoraggio previsto è semestrale così come sancisce il protocollo firmato lo scorso febbraio a Roma. Ma lo stesso responsabile Ilva, nelle dichiarazioni alla "Gazzetta", lasciava aperta una porta: «Se dovesse cambiare (il monitoraggio con l'introduzione di nuove regole e nuove tecniche anche in continuo, ndr) noi ci adegueremo perché vogliamo uno stabilimento eco-compatbile nel rispetto delle norme». Gli ambientalisti, nella nota, ricordano come sia la legge regionale del 2008 sul taglio alle emissioni di diossina che, fissando nuovi limiti, dispone il monitoraggio in continuo. «Dopo la grande manifestazione del 28 novembre, Altamarea - prosegue ancora il comunicato stampa inviato ieri alle redazioni giornalistiche - ha continuato ad operare in modo incisivo attraverso una serie di importanti momenti di aggregazione cittadina e di relazione stringente con le istituzioni locali. Primo fra tutti l'assemblea generale di Altamarea, tenutasi lo scorso 22 dicembre presso l'istituto Salesiani di Taranto. Sono state raccolte oltre 40 adesioni da parte di cittadini disponibili a partecipare ai gruppi di lavoro istituiti per conferire maggiore incisività alle attività in corso. I 4 gruppi riguardano l'area Tecnica, quella Giuridica, la Medico-Scientifica e la Comunicazione». «Notevole - si legge ancora nella nota del cartello ambientalista - è stato l'apporto dei cittadini avvenuto attraverso un partecipato dibattito conclusivo. Nella stessa data - aggiunge "Altamarea" nel comunicato - alcuni rappresentanti del coordinamento di associazioni hanno incontrato le istituzioni locali per fare il punto della situazione ambientale, delle azioni che la cittadinanza si aspetta dall'amministrazione comunale e per valutare l'iter dei processi autorizzativi alle grandi industrie gestiti in sede ministeriale». «Altamarea» ha avuto due faccia a faccia con il sindaco Stefàno e con il presidente della Provincia Florido. Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (Gazzetta di Taranto) (27/12/09) Interessante? Condividi :-) |
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#5 (permalink) |
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Super Moderator
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Altamarea chiama a raccolta gli enti
Coinvolti il Comune e la Provincia. Nei giorni scorsi Adolfo Buffo, rappresentante della direzione Ilva per l'Ambiente, la Sicurezza e la Qualità, riguardo al monitoraggio in continuo dei camini, ha dichiarato che: "Non ci sono strumenti tecnici e leggi che prevedono ora questa attività a proposito di diossina". «Dal momento che la legge regionale 44/2008, meglio nota come legge diossina, della Regione Puglia, prescrive testualmente, all'articolo 3: "Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, i gestori di impianti di cui all'articolo 1, già esistenti e in esercizio, devono elaborare un piano per il campionamento in continuo dei gas di scarico e presentarlo all'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia (Arpa Puglia) per la relativa validazione e definizione di idonea tempistica per l'adozione dello stesso. Gli oneri connessi all'esecuzione del predetto piano sono a totale carico dei soggetti gestori", si rileva immediatamente come le dichiarazioni del rappresentante Buffo si smentiscano da sole». A condannare questa «diffusione di informazioni non corrette che arriva al punto di ribaltare un'inadempienza perseguibile (dal momento che i 60 giorni dalla promulgazione della legge sono abbondantemente trascorsi), in un atto non dovuto e discrezionale» è Altamarea secondo cui l'Ilva di Taranto non può astenersi «dal formulare e sottoporre immediatamente all'Arpa Puglia un piano di campionamento in continuo delle emissioni!». Dopo la grande manifestazione del 28 novembre, Altamarea ha continuato ad operare in modo incisivo attraverso una serie di importanti momenti di aggregazione cittadina e di relazione stringente con le istituzioni locali. Primo fra tutti l'assemblea generale di Altamarea, tenutasi lo scorso 22 dicembre presso l'Istituto Salesiani di Taranto. Sono state raccolte oltre 40 adesioni da parte di cittadini disponibili a partecipare ai gruppi di lavoro istituiti per conferire maggiore incisività alle attività in corso. I 4 gruppi riguardano l'area Tecnica, quella Giuridica, la Medico-Scientifica e la Comunicazione. Notevole è stato l'apporto dei cittadini avvenuto attraverso un partecipato dibattito conclusivo. Nella stessa data alcuni rappresentanti del coordinamento di associazioni hanno incontrato le istituzioni locali per fare il punto della situazione ambientale, delle azioni che la cittadinanza si aspetta dall'amministrazione comunale e per valutare l'iter dei processi autorizzativi alle grandi industrie gestiti in sede ministeriale. «Il sindaco Stefàno, - si legge in una nota diffusa da Altamarea - ha preso atto della grave valutazione di irrilevanza, dichiarata nel parere della commissione IPPC relativamente all'Aia Ilva, delle 18 osservazioni presentate congiuntamente da Altamarea e dai comuni di Taranto e Statte. Nel corso dell'incontro ha stabilito di opporsi a tale parere e di convocare a gennaio un Consiglio monotematico ambientale che coinvolga tutte le istituzioni locali e gli eletti nazionali della provincia di Taranto. Ha inoltre promesso che emetterà a stretto giro, un'ordinanza per imporre alla grande industria un limite alle emissioni di benzoapirene, sostanza altamente tossica di cui sono accertati notevoli sforamenti ai limiti di legge consentiti. Per il monitoraggio di questo ed altri inquinanti, il sindaco, - si legge sempre nella nota - richiederà l'installazione di centraline di monitoraggio a ridosso delle industrie, attrezzate con il sistema wind-select che permette di accertarne l'impianto di provenienza». Inoltre il 23 dicembre, Altamarea ha incontrato il presidente della Provincia e l'assessore all'Ambiente con i quali si è stabilito di fissare «una riunione allargata in cui programmare in maniera cadenzata e verificabile un piano pluriennale per l'uscita dalla città dallo stato di grave emergenza ambientale. Anche il presidente ha preso atto della sottovalutazione delle osservazioni delle istituzioni locali in commissione IPPC e si è impegnato per sollecitare l'ufficio tecnico a formulare delle osservazioni idonee, che tengano conto della grave situazione locale». Riguardo alla Via per la centrale Enipower, la linea condivisa «è quella di puntare alla chiusura delle tre centrali elettriche ad oliocombustibile, estremamente inquinanti e a rischio di incidenti rilevanti, per la realizzazione di una centrale a metano dimensionata per soddisfare il fabbisogno di energia degli impianti. Anche la Provincia ha quindi espresso parere contrario ad una centrale da 240 Mw, richiesta dall'Eni, destinata prevalentemente alla vendita di energia». Fonte: Corriere del Giorno (27/12/09) Interessante? Condividi :-) |
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| Tags: arpa, carbone, cokerie, diossina, ilva, inquinamento, inquinamento taranto, ossido d azoto, ossido di zolfo, polveri, urea |
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