il bello di taranto

Regolamento        Recupera Password        Annunci Gratuiti       Convenzioni       Comunicati Stampa       Web Marketing University
Ricerca personalizzata

Torna Indietro   Taranto Village Forum > Taranto... la città > Ambiente a Taranto !
Registrazione Gallery Cerca I Messaggi di Oggi Segna Forums Come Letti

Marketing su facebook per aziende e professionisti



RispondiScrivi Nuova Discussione
 
LinkBack Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
Vecchio 16-09-2009, 13:53   #1 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito Taranto: «Stop a nuova centrale Eni», ma il ministero dà l'ok

Condividi


E' un fuoco di fila incrociato. Il via libera del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, alla nuova centrale elettrica dell'Eni, che la costruirà nella raffineria, fa insorgere gli ambientalisti, la politica e il sindacato. Nel mirino il ministero, visto che ha detto sì ad un progetto al quale la Regione, poco più di un mese fa, aveva detto no perchè aumenta significativamente le emissioni di CO2, gas serra, dove Taranto detiene un record nazionale anche per la presenza dell'Ilva. «Rimaniamo allibiti dinnanzi alla recente firma da parte del ministro Prestigiacomo che autorizza l'ampliamento della centrale elettrica Eni di Taranto» dicono gli ambientalisti del Comitato per Taranto.

Una critica netta in considerazione che proprio la Prestigiacomo, l'1 luglio, aveva inaugurato a Taranto nell'Ilva l'impianto che, attraverso il procedimento Urea, riduce le emissioni di diossina, altro pericoloso inquinante, e che in quella sede lo stesso ministro aveva evidenziato come occorra fare ancora molto per abbattere l'inquinamento che soffoca Taranto. Invece ora arriva la firma sulla centrale all'Eni. «Nessuna considerazione, evidentemente - dicono gli ambientalisti -, per il parere contrario espresso dalla Regione Puglia. Questo comporterà, proprio nella città più inquinata d'Europa, per legge dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale, un micidiale incremento della quantità di anidride carbonica e monossido di carbonio». Per gli ambientalisti si è di fronte «a evidenti e innegabili ricadute sulla salute dei tarantini e sulla qualità di un ambiente già pesantemente compromesso come quello dell'intera provincia.

Di fronte all'atteggiamento, ancora una volta, irresponsabile mostrato dal Governo nei confronti della tutela della salute pubblica e della salvaguardia dell'ambiente, la cittadinanza deve mobilitarsi prontamente per ribadire il proprio no al modello di sviluppo industriale che continua a condizionare da troppo tempo il nostro destino. Le mortificazioni dovute ad anni di inquinamento selvaggio, ma anche di silenzi e complicità istituzionali, senza contare i tanti, troppi morti che la città piange ogni giorno a causa proprio dell'inquinamento di origine industriale, esigono una pronta inversione di tendenza che rende intollerabile questo ennesimo atto del Governo ai danni dei tarantini».

Per gli ambientalisti del Comitato per Taranto, gli stessi che sono scesi in campo per la legge taglia-diossina, «le scelte del Governo italiano continuano ad allontanare il nostro Paese, e Taranto in particolare, dall'Europa, trascinandola in direzione opposta rispetto agli obblighi internazionali che, come nel caso del protocollo Kyoto, puntano a ridurre entro il 2012, proprio le emissioni di Co2, rispetto al quale questo decreto è incompatibile. Il ministero dell'Ambiente, sostenendo incondizionatamente le richieste di Eni ed Ilva, continua a contravvenire alle regole che, a fatica, gli organismi internazionali stanno adottando a tutela del futuro del pianeta, relegando la salute dei cittadini ad un ruolo di inaccettabile subalternità rispetto al profitto e alla produzione». Netta la richiesta che gli ambientalisti fanno alle istituzioni locali: «Si crei una comunità di intenti che metta per una volta i tarantini nelle condizioni di venire considerati prima degli interessi economici delle grandi industrie, ponendo le basi per un futuro realmente all'insegna di uno sviluppo umanamente sostenibile».

Fonte


______________________


Ampliamento centrale Eni. Pelillo: "Pronti allo scontro ideologico e di coscienza".

L'ampliamento della centrale causerà un aumento del 276% di CO2.

Di seguito, una nota dell'assessore al bilancio, Michele Pelillo sull'ampliamento della centrale elettrica della raffineria Eni, a Taranto:



"Taranto rischia di essere vittima di un nuovo scempio ambientale. Se da un lato la regione Puglia ha espresso il suo parere assolutamente sfavorevole all'ampliamento della centrale elettrica della raffineria Eni, citando numeri e dati ben precisi, dall'altro assistiamo allibiti alla firma da parte del Governo nazionale di una ennesima beffa per la città di Taranto.

Inevitabile il conflitto politico e di coscienza con il ministro Prestigiacomo che, autorizzando la VIA per l'ampliamento della centrale elettrica dell'ENI, consentirà che in riva allo Jonio si producano anidride carbonica e monossido di carbonio in maniera massiccia e pericolosa per la salute. Si passerebbe infatti dalle attuali 87 tonnellate di CO a 456 tonnellate all'anno, mentre la produzione di CO2 arriverebbe addirittura a più di 1000.00 tonnellate all'anno.

A questo possibile disastro ambientale noi continuiamo a dire il nostro secco no.

Se nel 2007 i capi di governo europeo si erano dati come obiettivo la diminuzione della concentrazione della CO2 entro il 2012, la presenza di una nuova centrale elettrica andrebbe in senso opposto alle linee ambientali europee. Per assurdo Taranto violerebbe le direttive del protocollo di Kyoto, facendo un passo indietro nell'evoluzione della cultura ambientale mondiale.

Dalle carte presentate agli uffici regionali, infatti, si evince chiaramente che con l'ampliamento della centrale elettrica si avrebbe un incremento del 276% della produzione di CO2. Come può un ministro della Repubblica -ed una madre- ignorare le quantità di veleni che sarebbero introdotte nell'atmosfera a seguito della sua autorizzazione?

Con quanta superficialità è stata assunta questa scelta?

Perchè non si è tenuto conto del parere sfavorevole della Regione?

La politica non può rimanere inerme di fronte a queste evidenze.

Se il 2009 sarà ricordato per l'applicazione della legge regionale contro la diossina non possiamo consentire che nel silenzio della burocrazia si consumi un delitto ambientale dalla portata catastrofica. È necessario mobilitare le coscienza, informare la popolazione, prendere misure cautelative per noi e per i nostri figli perché non possiamo cedere a un ricatto come quello proposto dall'Eni.

Con l'autorizzazione del Governo nazionale la centrale Eni potrà produrre energia cinque volte superiore alle attuali prescrizioni; se da un lato è vero che utilizzerebbe come combustibile il gas naturale che è meno nocivo, dall'altro ci preoccupa sapere che verrebbe utilizzato un settore del vecchio impianto per una potenzialità di circa 47,3 MWe.

Nei giorni scorsi è stato più volte avvertito in varie zone della città un odore forte probabilmente proveniente proprio dalla raffineria ed è difficile passare dal primo tratto della statale 106 in uscita da Taranto senza essere colpiti dagli odori derivanti proprio dal medesimo stabilimento di proprietà dell'Eni.

Sarebbe il caso che gli Enti preposti al controllo spiegassero alla popolazione, e agli internauti che anche nella piazza virtuale di facebook la notte scorsa si interrogavano sulla provenienza del puzzo insopportabile, quali le origini degli odori, quali gli elementi che li caratterizzano e che ne sono all'origine.

È importante che si proceda con urgenza a rilevare tecnicamente la natura di questi odori che costringono sempre più spesso i tarantini a barricarsi nelle case per associare a questi una fonte ed eventualmente un colpevole. Non siamo giustizieri. Ma non abbasseremo la guardia sulle questioni ambientali e da ogni piazza continueremo a giustificare e a sostenere con i dati, con i numeri e con le evidenze scientificamente rilevanti le motivazioni del diniego alla richiesta di VIA per l'ampliamento della centrale Eni."

Fonte

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
Diventa Fan di Tarantovillage :-)
Taranto on Facebook


Vecchio 16-09-2009, 13:58   #2 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito


Milani, amministratore delegato Enipower: «Non ci saranno danni i tarantini dovrebbero volere presto quest'impianto».

«Dobbiamo spiegare bene alla città e alle istituzioni locali cosa stiamo facendo». Giovanni Milani, amministratore delegato di Enipower, si mostra sorpreso di fronte alle violente polemiche che hanno investito il progetto della nuova centrale.

Ingegnere, c'è poco da stupirsi: la vostra centrale aumenta le emissioni di anidride carbonica in una città già gravata di CO2 (e purtroppo non solo) mentre il protocollo di Kyoto ne sollecita la riduzione; voi aumentate l'inquinamento mentre con la legge taglia-diossina si cerca di ridimensionarlo... «Guardi, se fossi tarantino chiederei che l'impianto Eni venisse accelerato. Non è la CO2 che migliora o peggiora la qualità dell'aria; la differenza la fanno le polveri, gli ossidi di azoto, il biossido di zolfo. E rispetto a questi gravi inquinanti, la nuova centrale riduce le polveri del 100 per cento, il biossido di zolfo del 95 per cento e gli ossidi di azoto del 24 per cento. Questo determinerà un miglioramento della qualità dell’aria rispetto a prima».

Sì ingegnere, ma non può negare che c'è un aumento rilevante di CO2, mica di aria fresca di montagna... «Sì, è vero che le emissioni di CO2 passano da 454mila a 970mila tonnellate come tetto massimo, ma i gas serra, il surriscaldamento della terra, è un problema su scala globale. Non incide solo su Taranto. La sofferenza ambientale di Taranto è ben altra».

Ma c'è comunque il protocollo di Kyoto che obbliga gli Stati a tagliare la CO2, dire sì al vostro impianto è quantomeno contradditorio... «E invece no. Nessuna contraddizione. Il ministero ha detto sì a noi perchè l'impianto è a elevato rendimento, con una più alta quantità di energia utilizzabile rispetto a quella teoricamente contenuta nel combustibile. Eppoi, per ogni chilowattora prodotto, noi avremo 392 grammi di CO2 contro gli attuali 634 grammi. Ecco il punto fondamentale che ha spinto il ministro a firmare il provvedimento Via. Se consideriamo che la media nazionale di grammi di CO2 per chilowattora prodotto è di 582, mentre noi saremo a 392, vuol dire che l'energia che produrrà Eni non sarà prodotta da qualcun altro che ha un indice più alto e quindi ci sarà una riduzione di CO2 proprio perchè è basso il fattore di produzione CO2».

Intanto c'è aria di scontro Governo-Regione e a Taranto montano già le proteste... «Non vogliamo nessuno scontro. Il sì alla Valutazione di impatto ambientale è un passo importante ma non definitivo. L'ultima parola spetta adesso al ministero dello Sviluppo economico. Siccome ci vuole ancora qualche mese perchè l'iter si completi e perfezioni, vuol dire che useremo questo tempo per spiegare, chiarire e documentare. Dagli enti locali ai cittadini».

Fonte

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 16-09-2009, 15:33   #3 (permalink)
swaxyant
Administrator
 
L'avatar di swaxyant
 
Data Registrazione: May 2006
Sesso : Uomo
Messaggi: 7912
Invia un messaggio via MSN a swaxyant
Predefinito


benissimo signor Milani,allora se questa centrale è così avanzata ecologica e ad alto rendimento,perchè non se la installa a casa sua a Brescia?
eh?

Interessante? Condividi :-)

swaxyant è online  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 17-09-2009, 08:30   #4 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito


Il problema è che c'è anche un tarantino, che dovrebbe tutelare gli interessi dell'intera provincia, che la pensa esattamente come Milani:


Centrale Eni, sì di Florido.

TARANTO – "Mi sembra di vivere in una situazione paradossale: abbiamo lottato insieme e per anni contro l'Ilva per costringerla a sostituire le vecchie centrali elettriche ad olio combustibile con le nuove e meno inquinanti a turbo gas ed oggi, che l'Eni propone spontaneamente di sostituire la sua vecchia centrale ad olio combustibile con una a turbogas noi diciamo di no?".

Non arrabbiato, non polemico ma piuttosto incredulo, stamattina, il presidente della Provincia Gianni Florido, di fronte alle ultime vicende sulla centrale elettrica dell'Eni. Soprattutto dopo la Via del governo e la presa di posizione della Regione Puglia che, in verità, già ad agosto scorsa si era detta contraria alla proposta dell'azienda petrolifera.

Fonte


Mentre questa è la reazione dei rappresentati regionali:


Taranto, sì del governo alla centrale Eni: scontro Vendola-Prestigiacomo.

TARANTO - E' polemica a Taranto per il rilascio della valutazione di impatto ambientale all'Eni per la realizzazione di una nuova centrale elettrica all'interno della raffineria. I tecnici della multinazionale difendono il progetto, sostenendo che per ogni chilowattora prodotto saranno emessi 392 grammi di CO2 contro gli attuali 634 grammi.

Un dato vero ma riferito al particolare perché nel complesso la produzione di CO2 arriverebbe addirittura a più di 1000 tonnellate all'anno giacché l'Eni intende realizzare una centrale molto più grande rispetto a quella in funzione ora.

Sull'iniziativa, la Regione Puglia, poco più di un mese fa, aveva detto no, esprimendo un parere non vincolante durante il rilascio della Via, proprio sottolineando l'aumento significativo delle emissioni di CO2, il cosidetto gas serra, considerando che Taranto detiene un record nazionale per le emissioni di CO2 per la presenza dell'Ilva. «Taranto ha il diritto di ribellarsi all'ennesima provocazione del governo Berlusconi: quella del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha autorizzato la Valutazione d'impatto ambientale (Via) per l'ampliamento della centrale elettrica dell'Eni» dice il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola.

«La Regione - ha aggiunto Vendola - ha espresso il suo parere assolutamente sfavorevole all'ampliamento, consapevole che la triplicazione dello stabilimento porterà a un raddoppio delle emissioni inquinanti in una città che ha bisogno di respirare e che è al rigetto del sistema industriale».

«Quella della Prestigiacomo - ha concluso - è una decisione che in tema di questioni energetiche arriva due giorni dopo la presa di posizione ufficiale del ministro Scajola sul rispetto delle vocazioni dei territori e il riconoscimento di quanto fatto dalla Puglia, passata da zero a essere la prima nel campo delle energie rinnovabili».

A difendere il ministro Prestigiacomo è l'on. Pietro Franzoso, vicecoordinatore regionale del Pdl che in una nota ricorda che "il Ministero dell'Ambiente ha firmato nove decreti di Via, tra cui quello per la centrale termoelettrica Enipower, a seguito delle valutazioni tecnico scientifiche del comitato nazionale di Via del Ministero dell'ecologia, formato da cinquanta componenti tra cui qui si, accademici, scienziati, ricercatori ambientali. Il parere del Ministero è stato oggetto, come previsto dalla legge, di un valutazione singola e complessiva, relativa cioè, non solo alla centrale in quanto tale (dalla progettazione alla dismissione), ma anche al contesto ambientale del territorio in cui viene installata.

Un decreto, quello del rilascio del Via, emesso nel pieno rispetto delle direttive del protocollo di Kioto, sottoscritto anche dal nostro Paese. Voglio comunque sottolineare che la centrale è alimentata a gas, che nulla ha a che vedere con gli effetti derivanti dall' utilizzo di combustibili fossili, come petrolio o carbone"

L'associazione Taranto Futura intanto fa sapere che impugnerà davanti al giudice amministrativo il decreto Via del ministro dell'ambiente per la centrale Eni a Taranto.

Fonte

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 17-09-2009, 18:23   #5 (permalink)
swaxyant
Administrator
 
L'avatar di swaxyant
 
Data Registrazione: May 2006
Sesso : Uomo
Messaggi: 7912
Invia un messaggio via MSN a swaxyant
Predefinito


chiaramente il sig.franzoso non poteva che essere d'accordo...e complimenti vivissimi anche al sig.florido

Interessante? Condividi :-)

swaxyant è online  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 18-09-2009, 16:50   #6 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito


«La costruzione dell'impianto darà lavoro a 3000 unità».

L'on. Franzoso (Pdl) risponde a Pelillo (Pd).

«Sul fatto che l'assessore Michele Pelillo abbia le cognizioni e le competenze tecnico-scientifiche per dare numeri sull'impatto che produrrebbe la realizzazione dell'ampliamento della centrale Enipower, non mi resta che prendere atto: beato lui».

Così, in maniera sarcastica, l'on. Pietro Franzoso (Pdl) risponde all'assessore regionale al Bilancio in ordine all'ampliamento della centrale Eni. «Sicuramente la chimica e l'ingegneria ambientale meritano specifiche conoscenze, cosa che non mi consente l'approfondimento in chiave tecnico-scientifica. Pertanto non mi esprimo su quanto, con eloquio da accademia, asserito dall'assessore al bilancio. Da politico, però, vorrei ribadire una premessa, senza cui si finisce per scadere nella demagogia: il Ministero dell'Ambiente ha firmato nove decreti di Via, tra cui quello per la centrale termoelettrica Enipower, a seguito delle valutazioni tecnico scientifiche del comitato nazionale di Via del Ministero dell'ecologia, formato da cinquanta componenti tra cui qui si, accademici, scienziati, ricercatori ambientali.

Il parere del Ministero è stato oggetto, come previsto dalla legge, di un valutazione singola e complessiva, relativa cioè, non solo alla centrale in quanto tale (dalla progettazione alla dismissione), ma anche al contesto ambientale del territorio in cui viene installata».

Secondo Franzoso «il decreto Via è stato emesso nel pieno rispetto delle direttive del protocollo di Kyoto, sottoscritto anche dal nostro Paese. Voglio comunque sottolineare che la centrale è alimentata a gas, che nulla ha a che vedere con gli effetti derivanti dall'utilizzo di combustibili fossili, come petrolio o carbone. Destano sorpresa, tuttavia, i toni demagogici con cui Pelillo si rivolge al Ministro in quanto madre.

Addirittura richiamando alla mobilitazione delle coscienze. Adoperando toni apocalittici, utili solo a creare panico e allarmismo, facile quando si brandiscono i temi dell'ambiente e della salute». A giudizio del parlamentare del Pdl «la vera catastrofe, per la città, ha un altro nome: caduta dell'economia con conseguente disoccupazione. Il vero dramma sociale, che dovrebbe scuotere le coscienze della Regione, si chiama soprattutto lavoro.

Sostentamento economico. Dignità. Dica Pelillo cosa ha fatto la Regione per risolvere questa piaga? Niente. Invece l'assessore al bilancio omette di ricordare che quelle approvate dal Ministero sono opere strategiche per lo sviluppo economico e ambientale del nostro Paese, e anche di Taranto. Che l'entità complessiva degli investimenti post decreto di Via, saranno pari a circa due miliardi e trecento milioni di euro. Che il personale impiegato nelle opere di cantierizzazione potrà raggiungere le 3.000 unità, mentre l'incremento di organico per il funzionamento a regime sarà di oltre 300 unità. Tutto questo nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, che Taranto sta vivendo con drammaticità.

Ma a Pelillo non interessa, a lui che da assessore con la giunta regionale non ha creato le premesse per un solo posto di lavoro in più a Taranto. E' ora che enti locali, associazioni, Confindustria, sindacati, escano dal silenzio e facciano fronte comune in difesa dello sviluppo del territorio, spendendo ogni azione utile anche a supporto delle pmi in difficoltà, per rivendicare il ruolo, le competenze, le capacità professionali del nostro tessuto produttivo, chiarendo, una volta per tutte, la loro idea di città».

Il parlamentare del Pdl ricorda a Pelillo che «lo sviluppo e l'ambiente non possono essere terreno di scontro. Di odio politico. Di polemiche aride. Diffondere il panico non aiuterà la Regione a mantenere l'effimero consenso elettorale . Quello che conta è rispondere, invece, alla disperazione delle famiglie disagiate, ai disoccupati, ai padri senza un reddito - cosa che la Regione, dalla promessa del salario sociale, ad oggi ha evidentemente scordato di fare.

Con ciò non dico che tutto, in nome del progresso, vada accolto in maniera indiscriminata, senza le dovute tutele scientifiche, ma che lo sviluppo possa essere sostenibile e che debba contemperare la salvaguardia ambientale, con l'utilizzo delle soluzioni tecniche più evolute.
Semmai mi auguro che questo territorio a tutti i livelli riesca a rivendicare, con gli investimenti stimolati dal Governo, le migliori condizioni per il rilancio, occupazionale e che queste, siano sempre a vantaggio del nostro
tessuto economico e sociale. Ciò per evitare che la città venga declassata a scarse competenze imprenditoriali. Fatto, questo, che induce per esempio la raffineria Agip a utilizzare imprese che vengono da lontano, lasciando alle imprese del territorio un ruolo marginale per qualche mera esecuzione operativa sui lavori».

Riguardo invece, agli odori ed alle esalazioni in città che tanto scuotono i residenti «c'è da chiedersi - secondo Franzoso - come mai, anche con l'Eni la Regione, fino ad oggi, non abbia richiesto i dovuti controlli e monitoraggi ambientali, avanzati, giustamente, per altri insediamenti produttivi, privati. A meno che qualcuno, come è avvenuto fino ad oggi, non voglia usare un doppiopesismo di attenzione tra aziende pubbliche e privati».

Fonte: Corriere del Giorno (17/09/09)

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 18-09-2009, 17:03   #7 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito


«Saranno abbattute le emissioni di polveri, ossido di azoto e biossido di zolfo».

La posizione di Confindustria Taranto.

«La "Via" del Ministero dell'Ambiente al progetto della nuova centrale elettrica dell'Eni di Taranto rappresenta per il territorio un risultato importante ai fini della realizzazione delle grandi progettualità che da sempre - ed in particolare negli ultimi tempi - si auspicavano per la concreta ripresa economica e produttiva dell'area ionica».

Lo afferma in un documento Confidustria Taranto. «La realizzazione della centrale - si legge nella nota - va a risolvere il problema, fortemente sentito a tutti i livelli: degli effetti derivanti dal cattivo funzionamento dei vecchi impianti, oramai obsoleti, con la migliore tecnologia disponibile; va ad abbattere significativamente le emissioni di polveri inquinanti, ossidi di azoto e biossido di zolfo, principali responsabili del pesante impatto ambientale; va, soprattutto, a riposizionare strategicamente uno stabilimento altrimenti destinato ad un graduale ridimensionamento e quindi ad un declassamento a dir poco dannoso per l'intero sistema economico.

Non si tratta, pertanto, come potrebbe sembrare dalle voci che inevitabilmente si rincorrono in una città fortemente impegnata per la tutela ambientale, di una realizzazione i cui effetti non sono noti in quanto "nuova" per il territorio, bensì dell'esigenza oramai improcrastinabile di dotare lo stabilimento - e quindi Taranto - di impianti di nuova generazione, in sintonia con le politiche nazionali di risparmio energetico. C'è, fra i tanti, un aspetto che va tenuto in debito conto, ed è il ricorrente black out in cui incorre la vecchia centrale - il cui rendimento medio è ormai sotto il 50% - e durante il quale le emissioni nocive aumentano esponenzialmente diffondendosi nell'ambiente: un problema certo non di semplice soluzione a meno, appunto, di radicali interventi di dismissione degli impianti attuali, risalenti prevalentemente al lontano 1966».

Confindustria sottolinea di aver «favorevolmente accolto, in questo senso, le dichiarazioni rese a mezzo stampa dall'amministratore delegato di Enipower, il quale ha rassicurato il territorio circa i vantaggi che il progetto porterà sia sul piano ambientale, con l'abbattimento delle polveri, degli ossidi di azoto e del biossido di zolfo, sia sul piano meramente economicoproduttivo, portandone il rendimento ai massimi livelli. Altrettanto plausibili appaiono, tuttavia, le perplessità derivanti dalle emissioni del cosiddetto gas serra che la centrale produrrà, e che, pur rientrando in una questione di carattere più globale che locale, attengono comunque l'applicazione di corrette politiche ambientali. Non va dimenticato, tuttavia, che la produzione di CO2, grazie ai nuovi impianti, si abbasserebbe dagli attuali 634 a 392 grammi per chilowattora. Riteniamo, a questo proposito, che questo ed altri aspetti possano essere discussi e affrontati in una sede già a suo tempo fortemente voluta dalla Regione Puglia quale è la cabina di regia: uno strumento di concertazione che però - pur assumendo una rilevanza regionale - dovrà coinvolgere anche Comune e Provincia di Taranto».

Secondo Confindustria «i tempi istruttori previsti fra la Valutazione di Impatto Ambientale e l'effettiva realizzazione del progetto,
infatti, consentiranno che ancora una volta, così come avvenuto in vista della legge antidiossina, tutte gli attori coinvolti - economici, politici, istituzionali - possano confrontarsi ed adottare le scelte più opportune per il territorio: con l'auspicio, però, che il buon senso - confortato da precise garanzie di sicurezza e tutela dell'ambiente - prevalga su quelle preclusioni preconcette e quegli steccati ideologici che, come la storia stessa ci insegna, non portano mai troppo lontano».

Fonte: Corriere del Giorno (17/09/09)

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 18-09-2009, 21:07   #8 (permalink)
swaxyant
Administrator
 
L'avatar di swaxyant
 
Data Registrazione: May 2006
Sesso : Uomo
Messaggi: 7912
Invia un messaggio via MSN a swaxyant
Predefinito


mah...quindi si tratterebbe di un aggiornamento...e allora perchè raddoppiarne la potenza?

Interessante? Condividi :-)

swaxyant è online  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 19-09-2009, 15:45   #9 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito


Anche Confindustria Puglia in difesa di Enipower.

Secondo il presidente De Bartolomeo è un'occasione per il territorio.

«Il parere favorevole espresso dal Ministero del l'Ambiente all'ampliamento e alla riconversione a metano della centrale dell'Enipower all'interno della raffineria di Taranto, chiede un'attenta ed obiettiva valutazione e confronti di merito anche di natura tecnica, evitando giudizi parziali che possono generare equivoci e pericolosi allarmismi».

Lo afferma Nicola De Bartolomeo, presidente di Confindustria Puglia secondo il quale «il progetto di nuova centrale che si basa su moderne tecnologie, consentirà infatti, di ridurre sensibilmente le polveri, gli ossidi di azoto e il biossido di zolfo, determinando di fatto un notevole miglioramento della qualità dell'aria. Inoltre, sarà evitato l'impatto sull'ecosistema locale che i vecchi impianti alimentati ad olio combustibile generavano con i frequenti black out.

È opportuno chiarire inoltre, che il nuovo impianto, di moderna concezione, con il suo alto rendimento rispetto all'esistente, producendo più energia emette in assoluto una maggiore quantità di CO2, che se rapportata al chilowattora di energia prodotta, il dato di 392 grammi è decisamente inferiore a quello attuale di 634 grammi».

De Bartolomeo sottolinea come «pur avendo scommesso la Regione Puglia sulle fonti rinnovabili, registrando il primato in Italia in tale settore, non è pensabile rinunciare al momento alla quantità di energia da fonti tradizionali prodotta dai grandi Gruppi che operano nella nostra regione, a condizione che i suddetti impianti si rinnovino tecnologicamente per ridurre il loro impatto ambientale.

E' opportuno inoltre rilevare che la cantierizzazione della centrale consentirà di occupare un numero elevatissimo di unità lavorative - con punte anche di 3.000 unità - per circa 36 mesi. In un momento di grandi difficoltà per l'apparato industriale ionico, con circa 10.000 addetti al comparto meccanico in cigo, non è assolutamente un dato da sottovalutare» .

Inoltre, aggiunge De Bartolomeo, «Enipower, su indicazione della Soprintendenza archeologica pugliese, opererebbe anche un intervento di riqualificazione ambientale di un'area interessata dal sito della raffineria. Taranto, il suo sistema produttivo, le grandi imprese pubbliche e private che vi sono localizzate, le forze lavorative che vi sono impiegate, le Istituzioni e l'intera cittadinanza attendono ormai da tempo altri interventi e iniziative di risanamento ecologico scientificamente qualificate come quella oggetto del parere del Ministero dell'Ambiente che ora dovrà essere ratificato definitivamente dal Ministero dello sviluppo economico».

Confindustria Puglia pertanto, insieme a Confindustria Taranto, «invita tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati all'investimento dell'Enipower ad approfonditi confronti di merito tecnico che potrebbero vedere in campo anche la II Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari localizzata nel capoluogo ionico».

Fonte: Corriere del Giorno (18/09/09)

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Vecchio 19-09-2009, 15:56   #10 (permalink)
Angelo
Super Moderator
 
L'avatar di Angelo
 
Data Registrazione: Oct 2007
Località: Taranto
Sesso : Uomo
Messaggi: 4761
Invia un messaggio via MSN a Angelo
Predefinito


Italia dei valori: paradossali i dissensi tra Regione e Provincia.

In preparazione un'interpellanza parlamentare.

«A chi giova produrre 240MW di energia? È la base di partenza per la chiusura di altri stabilimenti Eni con trasferimento a Taranto di quella mancata produzione e conseguente miglioramento ambientale di quei siti a danno dell'impatto ambientale in riva allo Jonio e non solo?».

A porre i quesiti è Palumbo del direttivo provinciale dell'Italia dei valori secondo il quale «paradossale e controproducente, appare infatti la spaccatura creatasi tra la linea politica regionale sostenuta dal presidente della Regione Puglia e da alcuni suoi assessori in linea con gli sforzi e i programmi internazionali sottoscritti dalle nazioni impegnate nella lotta all'effetto serra, e l'incredulità del presidente della Provincia di Taranto».

Secondo l'Idv è stata focalizzata l'attenzione solo sulla CO2 prodotta in eccesso sul territorio tarantino, «trascurando in maniera un po' miope ed egoistica l'effetto additivo e cumulativo in termini di emissioni e cambiamenti climatici non solo locali. In proposito, equivoche e forzate ci sono sembrate le giustificazioni addotte sulla possibilità di operare una compensazione dei gas serra emessi dalla nuova centrale di Taranto, attraverso la contemporanea riduzione di quelli degli impianti di Brindisi, dal momento che proprio quell'artificioso meccanismo di quote e compensazioni cedibili a soggetti produttori terzi è comunemente ritenuto il nocciolo del pericolo di inefficacia e fallimento del piano generale di contenimento».

Sulla vicenda della nuova centrale Enipower, l'Italia dei valori annuncia la presentazione di una interpellanza parlamentare per chiarire ogni dubbio. «Riteniamo fondata e legittima ogni forma di resistenza e di dubbio, proveniente dalla popolazione e dalle associazioni ambientaliste. La politica non può ignorarli se non in violazione della convenzione di Aarhus».

Fonte: Corriere del Giorno (18/09/09)


_______________________


«Il Pdl strumentalizza la carenza di lavoro nell'area ionica».

La posizione di Sinistra e Libertà.

«Sinistra e Libertà di Taranto considera il rilascio della Via per il progetto di ampliamento della centrale elettrica EniPower l'ennesimo atto di arroganza del governo nazionale nei confronti della comunità ionica».

Lo affermano in un documento Donatella Duranti e Gianfranco Murri. «Sinistra e Libertà fa appello alle forze politiche e sociali che non intendono interrompere il percorso intrapreso verso il risanamento ambientale e la conciliazione, dopo anni di conflitto, fra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, affinché si metta in campo una risposta forte a questo chiaro tentativo di rendere vani gli sforzi di Comune e Regione per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini di Taranto e provincia».

Murri e Duranti ritengono «inaccettabile l'operazione di alcuni esponenti locali del Pdl che ripropongono strumentalmente il tema del bisogno di lavoro a giustificazione anche delle più distorte e dannose scelte di sviluppo economico». Sinistra e Libertà invita «a sostenere l'operato del governo regionale che ha dimostrato come la strada per il rilancio economico e sociale dei territori si deve basare su interventi di sviluppo dell'economia eco-sostenibile, con investimenti sulle fonti energetiche rinnovabili, sugli insediamenti industriali a basso impatto ambientale, sulla riduzione delle emissioni inquinanti».

Fonte: Corriere del Giorno (18/09/09)

Interessante? Condividi :-)

Angelo è offline  
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando

Rispondi
Tags: , , , , , , , , , ,



Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di Scrittura
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Attivato
Pingbacks are Attivato
Refbacks are Attivato




Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 13:39.

Netiquette      Feed RSS      Calendario      Lista Utenti      FAQ      

Forum Taranto Village - © 2005-2007 WebFactory S.r.l P.iva 02601290733 - Privacy/Disclaimer

Creative Commons License

Quest'opera viene ridistribuita con licenza Creative Commons.

Traduzione Italiana a cura di vBulletin.it

Search Engine Optimization by vBSEO 3.0.0