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Vecchio 18-11-2009, 09:37   #21 (permalink)
Angelo
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Il consiglio comunale in data 12 Novembre 2009 ha deliberato una modifica del regolamento comunale in maniera tale che oltre alla non possibile concomitanza dei referendum con le elezioni amministrative, politiche e circoscrizionali non ci potesse essere, guardacaso, neppure la concomitanza con le elezioni regionali.
Peccato che "la gatta frettolosa fà i gattini ciechi"...Infatti per la fretta di bloccare uno strumento democratico che li costringerebbe a fare qualcosa per questa città hanno scordato un piccolo dettaglio: SERVE IL NUMERO LEGALE PER DELIBERARE!
Tutto da rifare quindi.
Venerdì al Consiglio Comunale ci saremo anche noi e vedremo se avranno il coraggio di rideliberare una cosa che và contro una sentenza ben precisa del TAR che dava al comune il solo compito di nominare i garanti e organizzare tutto.
Anzichè sfruttare le regionali per risparmiare un po' di soldi, in un comune in dissesto, cosa fà la nostra amministrazione? Boicotta questo risparmio! Boicotta la democrazia e scavalca la legge!
RAGAZZI, ANCHE SE DI MATTINA, ANCHE SE AD UN ORARIO STRANO, CERCHIAMO DI ESSERCI! CONVOCATE GLI AMICI CHE NON LAVORANO, QUELLI CHE POSSONO PRESENZIARE. E' IMPORTANTE!
L'importante, come dice il regolamento comunale, è andarci e stare zitti e inermi

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Vecchio 21-11-2009, 12:24   #22 (permalink)
Angelo
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TARANTO - Alla fine è accaduto quello che tutti temevamo: il lavoro contro l’ambiente, o se volete - è lo stesso - gli operai contro gli ambientalisti. Stamattina in redazione la lettera di un gruppo di operai dell’Ilva che al nostro direttore scrivono: “In questi mesi stiamo assistendo ad una grande partita contro lo stabilimento siderurgico. Mi riferisco al referendum proposto dall’avv. Nicola Russo che propone la chiusura dello stabilimento Ilva. Abbiamo preso atto che Assindustria e Cgil sono contrari a questa iniziativa. Siamo un gruppo di dipendenti Ilva, quasi tutti con età inferiore ai 30 anni che abbiamo avuto la fortuna di aver trovato un posto di lavoro. Ci siamo chiesti cosa accadrebbe se il referendum fosse approvato. Noi, giovani lavoratori, grazie all’Ilva siamo riusciti a programmare il nostro avvenire. Abbiamo avuto la possibilità di acquistare una casa, abbiamo messo su famiglia e sono nati i figli. L’avvocato Russo vuole rimetterci sulla strada. Siamo 30mila tra diretti ed indiretti ed abbiamo il dovere di difendere il nostro posto di lavoro. Taranto è una città afflitta da disoccupazione, come testimoniato dalla protesta sul ponte girevole dell’altro giorno. Ma noi, in caso di successo del referendum, non occuperemmo solo il ponte girevole, ma tutta la città. Noi dipendenti dell’Ilva non abbiamo le bende agli occhi, sappiamo che bisogna migliorare le condizioni ambientali dello stabilimento e siamo certi che l’Ilva è impegnata a risolvere i problemi, come è avvenuto con la riduzione della diossina”. Seguono le firme degli operai che Taranto Sera ha verificato come autentiche presso l’ufficio personale dello stabilimento.

http://www.tarantosera.com/index.php...-alla-protesta
A questa lettera nei giorni scorsi ne è stata scritta un'altra di risposta, da parte di altri operai ILVA:

Abbiamo letto a malincuore la lettera inviata a Tarantosera da alcuni dipendenti Ilva e pubblicata dai quotidiani locali il 08/11/2009. Ci dispiace rispondere ai colleghi che non condividiamo la loro scelta anche se comprendiamo i loro timori riguardo l'eventuale chiusura totale o parziale dello stabilimento. Riteniamo opportuno evidenziare che anche noi siamo preoccupati per la nostra occupazione, ma se sentiamo continuamente che l'Ilva sta cercando di rispettare le norme ambientali e poi si legge di sversamenti in mare di sostanze tossiche e non parliamo solo di diossina, ci domandiamo: chi ci prende più in giro, l'Ilva o noi stessi? Amiamo troppo la nostra città e non sopportiamo più che sia continuamente protagonista nelle cronache per malattie e inquinamento. Cari colleghi, siamo tutti consapevoli che questa situazione di crisi ci rende incerti e timorosi ma non possiamo tralasciare il diritto inalienabile della salute pubblica. Ambiente e lavoro devono coesistere, la nostra città non merita di essere fatta a pezzi da qualcosa che in verità ci rende ciechi e ignoranti. Dobbiamo lottare affinchè possiamo dimostrare che non siamo sacrificabili ma desiderosi di portare Taranto a ben altri traguardi.
Non firmeremo questa lettera, sperando che non si consideri ciò un atto vile. Riteniamo opportuno seguire una strategia per raggiungere un obbiettivo comune: liberare Taranto da questa morsa che la rende la città più inquinata e dissestata d'Italia e forse d'Europa. Non demonizziamo la fabbrica ma speriamo sia possibile renderla ecocompatibile e cioè che possa soddisfare le nostre esigenze senza compromettere quelle delle generazioni future ma, se questo non fosse possibile, se continueremo a permettere di distruggere il nostro ambiente finiremo col distruggere noi stessi. Per tanto crediamo che la nostra generazione abbia il dovere di impegnarsi e approfondire le questioni ambientali. Per rimediare a 50 anni di scelte che hanno di fatto distrutto questo territorio, non possiamo più accettare il ricatto occupazionale, l'occupazione a qualunque costo, per dare un alternativa ai nostri figli, che non siano costretti come noi a scegliere tra la fabbrica o andare via, come hanno già fatto molti nostri fratelli.
Apprendiamo comunque con piacere la volontà da parte dei nostri colleghi di essere disposti a manifestare, anche se con mezzi discutibili (bloccare la città), per vedere rispettati i propri diritti. Allo stesso tempo ci chiediamo come abbiamo fatto a rimanere inermi d'avanti all'abuso di 52 settimane di cassa integrazione ordinaria e ancora di più altre 52 di straordinaria che nessuno sa come andrà a finire, da parte di un gruppo che fino al 2008 proclamava record su record elargendo premi anche cospicui ma solo per pochi?

Taranto 13/11/2009

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Vecchio 29-11-2009, 18:18   #23 (permalink)
nicola
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Con il referendum non andate mica a casa. Non credete agli imbroglioni. Stiamo cercando di aprire un discorso sul futuro di taranto, garantendo a voi sempre l'occupazione. Prima la garanzia dell'occupazione (o la legge, come a genova), e poi la chiusura dell'ilva. Non credete agli imbroglioni, a coloro che mangiano a quattro ganasce con l'ilva e voi morite(facciamo le corna). Noi siamo per un lavoro che deve servire a vivere e non a morire.
Nicola russo- taranto futura




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taranto - alla fine è accaduto quello che tutti temevamo: Il lavoro contro l’ambiente, o se volete - è lo stesso - gli operai contro gli ambientalisti. Stamattina in redazione la lettera di un gruppo di operai dell’ilva che al nostro direttore scrivono: “in questi mesi stiamo assistendo ad una grande partita contro lo stabilimento siderurgico. Mi riferisco al referendum proposto dall’avv. Nicola russo che propone la chiusura dello stabilimento ilva. Abbiamo preso atto che assindustria e cgil sono contrari a questa iniziativa. Siamo un gruppo di dipendenti ilva, quasi tutti con età inferiore ai 30 anni che abbiamo avuto la fortuna di aver trovato un posto di lavoro. Ci siamo chiesti cosa accadrebbe se il referendum fosse approvato. Noi, giovani lavoratori, grazie all’ilva siamo riusciti a programmare il nostro avvenire. Abbiamo avuto la possibilità di acquistare una casa, abbiamo messo su famiglia e sono nati i figli. L’avvocato russo vuole rimetterci sulla strada. Siamo 30mila tra diretti ed indiretti ed abbiamo il dovere di difendere il nostro posto di lavoro. Taranto è una città afflitta da disoccupazione, come testimoniato dalla protesta sul ponte girevole dell’altro giorno. Ma noi, in caso di successo del referendum, non occuperemmo solo il ponte girevole, ma tutta la città. Noi dipendenti dell’ilva non abbiamo le bende agli occhi, sappiamo che bisogna migliorare le condizioni ambientali dello stabilimento e siamo certi che l’ilva è impegnata a risolvere i problemi, come è avvenuto con la riduzione della diossina”. Seguono le firme degli operai che taranto sera ha verificato come autentiche presso l’ufficio personale dello stabilimento.

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Vecchio 30-11-2009, 11:29   #24 (permalink)
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Nicola preparati, dobbiamo fare un video... hai un pc con la webcam?
Sentiamoci

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Ultima modifica di Alex; 30-11-2009 alle 11:29.
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Vecchio 12-12-2009, 15:40   #25 (permalink)
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Referendum, si parte.

Ilva: presentati ieri mattina i Garanti.

Gina Lupo, presidente del Consiglio comunale, ieri mattina a Palazzo di Città, ha presentato i tre garanti nominati dalla presidenza del Consiglio. E sono Nicola Uricchio, preside della Facoltà di Giurisprudenza, Nicola Triggiani, professore della Facoltà di Giurisprudenza in Procedura Penale, e Piergiorgio Acquaviva, ex Procuratore della Repubblica. Ufficialmente, la Lupo ieri mattina ha quindi consegnato le nomine decise in Consiglio comunale, "e abbiamo fatto tutto il possibile pur non avendo un regolamento referendario - ha spiegato -. Ci siamo subito attivati, nel 2007, dopo l'insediamento, e nel 2008 abbiamo redatto il regolamento. Il secondo passaggio è stato nominare i garanti". Quest'ultimi hanno mandato per quattro anni, e si occuperanno di tutto quel che sarà materia referendaria.

Ma al momento, com'è noto, il loro lavoro si apre con la decisione circa l'ammissibilità dei quesiti posti dal Referendum sull'Ilva, cui seguirà la decisione, che spetta al Sindaco, della data in cui i cittadini si esprimeranno. "Oggi si apre la macchina referendaria, e trattandosi di un referendum comunale, il Comitato dei Garanti si esprimerà anche sulla regolarità delle firme raccolte".

Saranno quindi due i verbali con i quali i garanti si esprimeranno: uno sulla regolarità della raccolta firme ed uno sull'ammissibilità dei quesiti posti, che dovranno essere 'di interesse locale'. L'ultimo atto ufficiale è del 21 luglio, giorno in cui è stata depositata l'istanza di Referendum e i quesiti. I garanti adesso studieranno le carte, come su loro stessa dichiarazione, e in seguito decideranno.

Fonte: TarantOggi (12/12/09)

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Vecchio 18-12-2009, 22:06   #27 (permalink)
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ricevo e divulgo:

E’ stata depositata la sentenza (N. 3139/2009) del TAR LECCE sulla questione relativa alla nomina del Commissario ad acta. Il TAR ha ritenuto opportuno non procedere alla nomina del Commissario ad acta, in quanto il Sindaco è stato ritenuto responsabile dell’azione da adottare nell’immediatezza del caso in materia ambientale , dato che, con la relazione depositata presso il Tribunale amministrativo( in seguito alla richiesta di quest’ultimo), il Sindaco Stefàno si è impegnato dinanzi al TAR stesso a risolvere il problema dell’inquinamento e della salute dei cittadini.

Il TAR ha evidenziato che proprio il ricorso presentato dal Comitato ‘’Taranto Futura’’ ha indotto il Sindaco ad impegnarsi ad assumere iniziative tempestive mediante opportuni provvedimenti, come evidenziate nella citata relazione, invitando nel contempo il Comitato ‘’Taranto Futura’’ a vigilare e ad adottare ‘’iniziative specifiche in seno ai diversi procedimenti di settore, individuando di volta in volta il preciso ambito entro il quale il Comune sarà chiamato a spiegare la propria azione; restando ulteriormente fermo che, in caso di esito sfavorevole rispetto alle sue aspettative, lo stesso Comitato potrà pur sempre agire mediante impugnazione giurisdizionale dei provvedimenti conclusivi di quei medesimi procedimenti’’.

In base a quanto statuito dai giudici amministrativi, il Comitato ‘’Taranto Futura’’ notificherà in ogni caso al Sindaco formale atto di diffida e significazione al fine di indurre il Sindaco stesso ad ottemperare agli impegni assunti nei confronti della cittadinanza e agli obblighi imposti dal TAR.

A tal proposito, il Tribunale amministrativo ha altresì evidenziato ‘’che l’Amministrazione - secondo un principio di serietà delle proprie manifestazioni di giudizio e di volontà e di doverosa tutela dell’affidamento del cittadino-faccia seguire, in tempi rapidi, ulteriori e concrete attività di analisi, monitoraggio ed intervento in ordine alle descritte problematiche ambientali ed igienico-sanitarie che da tempo affliggono la zona di Taranto, dando così adeguato riscontro alle ragioni qui addotte’’.

Di fronte all’impegno del Sindaco di Taranto di risolvere i problemi della tutela della salute e dell’ambiente, il Tar Lecce ha così dichiarato che l’interesse fatto valere dal Comitato “Taranto Futura” può ritenersi al momento soddisfatto, così come in effetti il Comitato “Taranto Futura” si ritiene, in attesa di veder concretizzare a stretto giro gli impegni assunti dal Sindaco Stefàno dinanzi alla Magistratura amministrativa.

Avv. Nicola Russo- coordinatore Taranto Futura

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Vecchio 30-07-2010, 12:08   #28 (permalink)
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Referendum sull'Ilva passo avanti

C'è l'ok dei garanti.


A un passo dall'indizione del referendum sul futuro dell'Ilva. Ieri il leader del comitato referendario «Taranto futura» Nicola Russo ha comunicato che «il comitato dei garanti per il referendum consultivo comunale sull'Ilva, costituito dal preside della seconda Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bari, Uricchio, dal procuratore della Repubblica Acquaviva e dal professor Triggiani dell'Università di Bari, ha liquidato il referendum consultivo comunale Ilva, considerando regolari le firme raccolte (12mila) dal comitato promotore e trasmettendo gli atti in data 27 luglio 2010 al sindaco di Taranto per l'indizione del Referendum».

Il referendum ha valore consultivo ma come si sa, la richiesta di chiusura totale o parziale dello stabilimento siderurgico sta avendo grande impatto nel dibattito cittadino.

«Il comitato promotore - prosegue la nota inviata agli organi d'informazione dal leader referendario di "Taranto futura" Nicola Russo - invita il sindaco di Taranto Ezio Stefàno a stabilire di comune accordo con il comitato promotore referendario la data per chiamare alle urne i cittadini di Taranto, nel rispetto della democrazia e della leale collaborazione».

Quando e come risponderà il sindaco? «Il comitato Taranto futura - si legge ancora nella nota firmata dal suo leader Nicola Russo - esprime soddisfazione per il raggiungimento degli obbiettivi referendari, facendo presente che quando c'è il popolo che si muove non ci sono poteri forti che tengano, anche se questi sono supportati al livello locale da collaboratori». Nel finale sibillino tutta la carica polemica che colorirà in questi mesi il confronto in città.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (Gazzetta di Taranto) (29/07/10)

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Vecchio 25-08-2010, 21:21   #30 (permalink)
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La data del referendum potrebbe slittare a fine marzo

I tecnici del Comune di Taranto si stanno consultando. Presto la decisione di Stefàno.

L'ultima domenica di marzo. È questa la data a cui i tecnici del Comune di Taranto stanno pensando per fissare la data in cui far svolgere il referendum consultivo sulla chiusura, totale o parziale, dell'Ilva.

La data, da quel che si apprende da ambienti vicini all'Amministrazione comunale, dovrebbe comunque essere fissata dal sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, nei prossimi giorni e, di certo, entro e non oltre il prossimo sette settembre. Il giorno seguente, infatti (l'8) si discuteranno, davanti ai giudici del Tar, i ricorsi presentati da Confindustria, Cgil, Ilva e Cisl contro gli stessi tre quesiti referendari presentati dal comitato «Taranto Futura». Quesiti che hanno ricevuto il via libera da parte del comitato dei Garanti e per i quali sono state regolarmente raccolte le 4mila firme, a quesito, necessario. Per quel che riguarda, invece, i tempi di svolgimento, come si accennava all'inizio, è molto probabile che le urne si aprano a fine marzo e, quindi, in primavera. Del resto, il via libera definitivo c'è stato solo a luglio e, quindi, sarebbe molto difficile far svolgere il referendum in inverno. Anzi, secondo una scuola di pensiero, sarebbe anche illegittimo. Per alcuni, infatti, il referendum dovrebbe comunque svolgersi in primavera.

Per la cronaca, inoltre, è opportuno ricordare che i tre quesiti referendari ammessi chiedono: di chiudere l'Ilva (ovvero, siete voi favorevoli alla chiusura...); di trasferire l'area a caldo e, infine, di chiedere il risarcimento danni causati dal siderurgico in questi decenni di presenza sul territorio. E proprio sulla questione-risarcimento, in due distinte occasioni, a maggio e luglio, il Consiglio comunale di Taranto all'unanimità ha approvato un ordine del giorno chiedeva al sindaco di procedere senza ulteriori indugi all'avviamento di un'azione risarcitoria nei confronti dell'Ilva spa per i danni subiti a causa dell'inquinamento in questi anni. Azione risarcitoria che, però, non risulta ancora iniziata da parte del Comune.

Le operazioni di voto si terranno comunque domenica e lunedì nei canonici orari di apertura e chiusura dei seggi. Secondo poi il regolamento comunale sul referendum, entro trenta giorni dalla votazione, il Consiglio comunale deve riunirsi per discutere sulle materie sottoposte al parere dei cittadini-elettori. Sarebbe questa la prima volta, nella storia di Taranto, in cui i cittadini vengono chiamati ad esprimersi su un referendum comunale (consultivo).

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (Gazzetta di Taranto) (25/08/10)

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