A proporla è Wired Italia, edizione nostrana dell'omonima rivista californiana abbiccì dell'innovazione e dell'hi-tech, che ha lanciato il progetto “Internet for Peace”, presentato ieri al Piccolo Teatro Studio di Milano, all'interno delle manifestazioni di “Science For Peace Live”. Un'iniziativa a cui sarà dedicato il prossimo numero cartaceo di Wired - spiega la rivista sul proprio sito web - e che vedrà coinvolti numerosi supporter, con in
pole position la prima iraniana musulmana ad aver vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2003, Shirin Ebadi, e dal Belpaese il professor Umberto Veronesi («se Internet vincesse sarebbe una vera rivoluzione globale») e
lo stilista Giorgio Armani, insieme ovviamente alle redazioni di Wired di Stati Uniti e Inghilterra.
«Internet - spiega Riccardo Luna, direttore di Wired Italia - è una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare e a diffondere una nuova cultura di condivisione della conoscenza: per questo il web è la prima arma di “costruzione” di massa, in grado - conclude - di abbattere l'odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace». Così in Iran la santa alleanza tra web e Twitter è riuscita ad aggirare i divieti del governo e della censura. Internet «arma di speranza globale» (a bella definizione è sempre di Luna, ndr)? «Nel 19933 - spiega Chris Anderson, direttore di Wired Usa - Murdoch affermò che la tv satellitare rappresentava una forza inequivocabile di democrazia perché dava ai popoli una prospettiva globale in qualunque parte del mondo: difatti il governo cinese gli ha sbarrato l'ingresso
nel paese. Internet - prosegue Anderson - è una spanna più sopra, è riuscito ad aver la meglio sui “media mogul” (media leader, ndr)permettendo a tutti di collegarsi direttamente. Certo non c'è partita fra un account su
Twitter e un fucile AK-47. Ma a lungo termine la tastiera è più potente della spada».
“Internet for Peace” sulle pagine di Wired Italia partirà proprio dall'Iran e dalla rivolta di Teheran dopo le ultime elezioni presidenziali: alla prima firmataria del manifesto, la Ebadi, Wired Italia dedica la copertina. «Il web - dice David Rowan, direttore dell'edizione british della rivista - ha reso il mondo totalmente trasparente: ora le varie lobby devono fare i conti con Internet. È il momento che il Comitato Nobel riconosca l'impatto positivo della Rete nella vita di tutti i giorni». La raccolta di adesioni si effettua sul sito www.internetforpeace.org.