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ROMA - Se quelle parole sono stati in molti a non digerirle, per altri si è trattato quasi di un rito purificatorio, una catarsi che chiude definitivamente le porte alle colpe del passato e libera i militanti da quel complesso di inferiorità al quale da oltre mezzo secolo erano condannati. Alla cinque giorni di Atreju, il pul-pito di Azione Giovani dal quale Fin ha pronunciato la definitiva abiura del fascismo, c’era il dirigente regionale di Ag, Giuseppe Delfino, consigliere comunale a

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