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TARANTO - «Non posso credere a quello che sta succedendo».L’architetto Mario Romandini lo ripete ossessivamente. Agita nervosamente i suoi occhialini rossi mentre sfoglia gli appunti. Ogni tanto gli sfuggono dalle mani. Usa toni pacati, ma fermi nel difendere il suo operato. E più ci pensa e meno si riconosce nelle accuse lanciate urbi et orbi dal sindaco Ippazio Stefàno. «In trentaquattro anni di lavoro non mi era mai capitata una cosa del genere» - sibila.Pomo della discordia le consulenze da

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