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TARANTO - Cosimo Damiano Surgo deve tornare dietro le sbarre. La pensa così il pubblico ministero Maurizio Carbone, titolare dell’inchiesta “Rosso Fisso”, che ha portato dietro le sbarre l’operaio lizzanese accusato di aver accumulato un tesoretto praticando prestiti a strozzo. Agli inizi di settembre l’uomo aveva ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari. Il provvedimento era stato adottato dal gip in accoglimento della richiesta avanzata dai difensori di Surgo, avvocati Salvatore Maggio e Franz Pesare. A parere del magistrato il passare del

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