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TARANTO - “L’umorismo migliora l’ambiente di lavoro”. C’era scritto questo, e poco altro, sul manuale che avrebbe dovuto informare Antonio Mingolla sui rischi connessi al suo lavoro, presso una ditta dell’appalto Ilva. Antonio Mingolla è morto nell’aprile di tre anni fa, proprio mentre lavorava. Ucciso dal monossido di carbonio che ha invaso i suoi polmoni ma anche dalla mancata conoscenza delle elementari norme antinfortunistiche. Almeno è questa le tesi della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Italo Pesiri, nel procedimento che

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