Trullo D'Oriente
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  1. #1
    Utente TV L'avatar di Francesco
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    Predefinito Un bavaglio che non si può accettare...

    Un caro amico, Luca Pianigiani, commenta così un'interessante quanto importante iniziativa dell'Associazione TAU Visual nei confronti dell'Antitrust che la vorrebbe privare del tariffario di riferimento.

    Codice:
    Qual'è il costo di un'immagine? Lo stesso possiamo tradurlo su altri settori artistici: quanto costa un brano musicale? Quanto costa un video? Ma ci limitiamo all'immagine, perché c'è un motivo specifico, e perché il nostro lettore è particolarmente legato al mondo della fotografia e dell'immagine in generale.
    
    Lo sappiamo, le variabili sono tante, e sono principalmente legate al concetto di "utilizzo": se ti serve una fotografia per la copertina di una rivista che vende milioni di copie ha un costo diverso rispetto al giornaletto di quartiere... inutile approfondire, perché è ovvio che l'argomento nella sua essenza è ben chiaro  a tutti. Per agevolare il professionista fotografo - ma anche il suo committente, non si tratta di una guerra che tutela solo una parte del mercato - Tau Visual da anni pubblica, con grande sforzo ed impegno, un Tariffario, di cui abbiamo spesso parlato su Jumper.it, ed in particolare ne abbiamo parlato anche quando sono uscite polemiche sterili da parte dell'autorità dell'Antitrust che stanno ipotizzando la proibizione della distribuzione di tale pubblicazione perché sarebbe in grado di "fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita".  Come se fosse possibile, come se il settore fosse così trasparente e coerente da poter fare una pressione di questo tipo. Non capiscono, invece, che cercare di dare un orientamento, un consiglio (e nulla di più, visto che non può essere ovviamente una tariffa impositiva), che forse impedisce errori grossolani, che consente di avere una visione di quello che succede nel mercato, di capire se siamo sopra o sotto i valori medi.
    
    Ci sono ordini professionali più potenti, come per esempio quello dei notai, che hanno delle tariffe (che al limite non vengono rispettate, facendo quindi pagare di più di quanto indicato), ma loro sono potenti, possono fare quello che vogliono, vero? Che schifo. In un momento in cui la confusione è totale, in cui bisognerebbe trattare le tematiche del futuro del diritto d'autore, delle nuove aree di utilizzo dell'immagine, della competizione con altri media, si decide di rompere le scatole sui pochi passi che si fanno in avanti per creare un dialogo concreto. Si attaccano le azioni serie, per aggiungere caos in un settore che, certamente, non ne ha bisogno.
    
    Tau Visual chiede di mandare una lettera (alcuni esempi sono già disponibili sul sito, a questo link specifico, che spiega nel dettaglio: http://www.fotografi.org/bavaglio/) in modo che possa esserci una reazione significativa da parte dei fotografi, che tutti insieme possono contare di più dei singoli. E, lo ripetiamo, non con un'ottica di protezione di un solo lato della medaglia, semplicemente per non azzerare uno sforzo che è utile a tutti. E per completare, per trovare comunque anche nella discussione un momento di ironia, e specialmente per fare in modo che l'immagine vinca sulla parola anche in questo caso, chiede di mandare un piccolo autoritratto che esprima il concetto del "bavaglio". Va fatto, e va fatto subito. Perché non si può subire sempre, anzi: bisogna reagire, in modo civile, ma concreto. Specialente alle valutazioni che, dall'esterno, alcuni si permettono di fare, senza averne la cultura e la sensibilità. Semplicemente perché occupano una sedia, e ci stanno attaccati troppo per avere la capacità di vedere quello che succede fuori.
    Per chi non lo sapesse, TAU Visual è un’associazione professionale di fotografi professionisti e comunicatori per immagine (al momento circa 1700), libera, apartitica, apolitica. C'è un po' di movimento ultimamente da parte dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), la quale sta avviando un'istruttoria volta alla proibizione della distribuzione del Tariffario di Riferimento, "incolpato" di essere distorsivo del mercato e della concorrenza...
    Il tariffario, invece, è un utilissimo strumento di riferimento non solo per il professionista, ma anche per il cliente! Perché? Semplice... perché aiuta a combattere l'abusivismo (il miracolo di prezzi iper-concorrenziali da parte di falsi professionisti non in regola o poco leali...), a fissare delle tariffe "di riferimento" che ci permettono di capire se il compenso richiesto per la prestazione è più o meno caro ed in linea rispetto alla concorrenza e dulcis in fundo nessuno impone l'utilizzo delle tariffe che vi sono menzionate...

    Riflettiamoci su... e magari aiutiamo a combattere quest'abuso...

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    Art. 21. CI 1947 - \"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione\"




  2. #2
    Utente TV L'avatar di Francesco
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    Io, ovviamente partecipo alla protesta!!!

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  3. #3
    "Admin" TV Director L'avatar di cionfs
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    Citazione Originariamente Scritto da Francesco
    Io, ovviamente partecipo alla protesta!!!

    E' un fatto increscioso...




  4. #4
    Utente TV
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    Rimango veramente sconcertato da questa assurda decisione

    ne prendo atto, ma me ne frego alla grande.

    Nessuno mi ha mai imposto il tariffario dell'associazione ma io continuerò sempre come ho fatto a seguirlo come punto di riferimento è sottolineo punto di riferimento che non vuol dire questo è il prezzo che devi fare.

    Io lo ritengo uno strumento utile e indispensabile.

    scusatemi se ho osato, ma penso sia ancora libero esprime il nostro pensiero e il nostro dissenso a questa stupida decisione dell'antitrust

    ciao




  5. #5
    Utente TV L'avatar di Francesco
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    Sgambo ti quoto in pieno... anche se forse sarebbe meglio specificare a chi non è del settore come è andata a finire...

    In sintesi

    Codice:
    In attuazione delle Direttive Europee, ed in relazione all'articolo art. 2 legge 287/1990 il Tariffario e' stato ritenuto in grado di "fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali", e come tale e' stato considerato non accettabile, perche' in grado di falsare le normali dinamiche della libera concorrenza.
    
    Successivamente al giorno 8 giugno 2006, quindi, il Tariffario professionale fotografico di riferimento non potra' piu' essere diffuso, in quanto ritenuto incompatibile con la legge 287/90 sulla libera concorrenza.
    In dettaglio...
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